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E se il vero lieto fine fosse imparare a scegliere se stessi? L'aurora tra le nuvole - Recensione

14 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Ci sono libri che arrivano in momenti qualsiasi e altri che, inevitabilmente, finiscono per legarsi a un periodo preciso della nostra vita.

Per me L’aurora tra le nuvole di Elisa Romano è stato proprio questo.


L’ho iniziato nella mia casetta nuova, quando finalmente la mia vita stava iniziando a trovare un po’ di stabilità dopo mesi complicati ed avevo bisogno di una lettura che mi facesse compagnia in questo nuovo inizio e la storia di Elisa è arrivata nel momento giusto.


Per questo, sono sicura che mi basterà sempre lanciare uno sguardo complice verso la mia libreria dove L'aurora tra le nuvole ha trovato casa, per ricordarmi di questo periodo e di quanto io e la protagonista Aurora siamo state forti nelle corrispettive realtà.

Quindi, ci tengo a ringraziare Elisa per avermi dato un'amica tra le mani che mi abbia tenuto prima di tutto compagnia e confortato nelle sere dove mi sentivo un po' più persa.



La trama

Aurora ha ventidue anni e vive nella periferia di Roma. Da sempre cerca soprattutto una cosa: sentirsi amata.

Quando incontra Simone De Santis, pensa di aver finalmente trovato quello che desiderava. Ma lui porta con sé segreti e ferite che renderanno il loro rapporto tutt’altro che semplice.


Tra il passato che ritorna, una situazione familiare sempre più complicata e una realtà che mette in discussione tutte le sue certezze, Aurora dovrà capire cosa vuole davvero e, soprattutto, se quello che sta cercando negli altri è qualcosa che prima dovrebbe trovare dentro di sé.



Una storia che parla d’amore, ma soprattutto di crescita

Una delle cose che ho apprezzato di più è che L’aurora tra le nuvole non sia semplicemente un romance.

La relazione tra Aurora e Simone è importante, ma attorno a loro si sviluppano temi come l’abbandono, la dipendenza affettiva, l’amicizia, la famiglia e il bisogno di sentirsi scelti.

È soprattutto una storia di formazione, in cui Aurora deve imparare a distinguere l’amore dal bisogno di non sentirsi sola. Ed è un percorso tutt’altro che semplice.



Aurora e Simone

Aurora è una protagonista fragile, impulsiva e piena di insicurezze. Ha paura di essere abbandonata e questo condiziona molte delle sue scelte. Proprio per questo l’ho trovata molto autentica. Non è perfetta e non prende sempre le decisioni giuste, ma è bello vedere come, durante la storia, inizi lentamente a comprendere il proprio valore.


Simone è invece più chiuso e difficile da decifrare. È cinico, porta con sé un passato doloroso e non è il classico protagonista romantico perfetto.


Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui entrambi vengono mostrati con le loro fragilità e contraddizioni.



Una Roma diversa

Ho apprezzato molto anche l’ambientazione.

La storia ci porta nella periferia romana e ci mostra una Roma lontana dalle classiche cartoline: più ruvida, difficile e autentica.


E poi c’è il romanesco, che personalmente ho adorato!

Mi piace quando nei libri vengono utilizzati i dialetti, perché secondo me riescono a dare ai personaggi una voce ancora più vera e rendono l’ambientazione immediatamente riconoscibile.

La componente noir legata alla criminalità della periferia aggiunge inoltre un elemento diverso rispetto al classico new adult.



Il mio pensiero

Ci sono alcuni libri che diventano importanti anche per il momento in cui li leggiamo.

Per me L’aurora tra le nuvole sarà sicuramente uno di questi.


L’ho letto mentre cercavo di costruire una nuova quotidianità, nella mia nuova casa, in un periodo in cui sto ancora cercando di ritrovare me stessa e la mia felicità. E forse è anche per questo che la storia di Aurora mi ha colpita così tanto.


Lei deve imparare a non aspettare continuamente che sia qualcun altro a sceglierla. Io, in questo momento della mia vita, sto imparando qualcosa di molto simile: ritrovare me stessa e, così, il senso della mia felicità.

Per questo, sono sicura che, quando lo rivedrò nella mia libreria (magari mentre sono sul divano insieme ai miei micetti), penserò ad un vecchio amico, a chi ero mentre lo stavo leggendo e a quanta strada (di cui dobbiamo andare assolutamente fiere) abbiamo fatto io e la protagonista.

E credo che sia uno dei motivi più belli per cui amo leggere.



 
 
 

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