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L’estate che non avevo immaginato e i libri che mi hanno accompagnata

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Quest’estate non è andata esattamente come credevo.

Mi immaginavo un’Elettra felice e spensierata, in barca a vela, a navigare per il golfo con il solo pensiero di incastrare lavoro, mare e letture. E, naturalmente, qualche video e qualche articolo per non rimanere troppo indietro con i contenuti di Instagram e del blog.

Avevo immaginato un’estate fatta di sole, vento, libri e un po’ di tempo finalmente tutto per me.

L’universo, evidentemente, aveva altri programmi.


Nel giro di pochissimi giorni, ormai nel lontano giugno (che a me sembra passato almeno un secolo) mi sono ritrovata a organizzare non uno, ma due traslochi: quello della mia barca e quello di casa.

Sono arrivati scatoloni, corse, decisioni, preoccupazioni e una quantità di stanchezza che non avevo messo in conto.

E quando sembrava finalmente di essere arrivata alla fine, si sono aggiunti un incidente in barca che mi ha provocato una piccola commozione cerebrale e una ricaduta della malattia di Romeo.

Insomma, il 2026 ha deciso di rendere questa estate… decisamente movimentata!

Eppure, la cosa più bella è che sono riuscita ad amarla comunque, nella sua complessità. Perché dopo un periodo in cui mi sono sentita davvero persa, sento che mi sto finalmente ritrovando.


Ora che le cose sembrano un po’ più tranquille, Romeo è stabile, il dolore alla testa sta passando e gli scatoloni stanno diminuendo, eccomi qui a raccontarvi le mie “letture silenziose” dell’estate.



Le mie letture silenziose dell’estate

Sì, silenziose.

Perché quest’estate, quando riuscivo a prendere in mano un libro, avevo bisogno soprattutto di scappare dalla realtà.

Non volevo trasformare ogni lettura in una foto, un reel o un contenuto. Volevo semplicemente leggere.

Senza telefono, senza pensare a Instagram, senza dover avere qualcosa da dire.

Solo io e un libro.

E forse era esattamente ciò di cui avevo bisogno.

Ecco quindi cosa ho letto in questa particolare estate 2026.





Gerard di Monique Vane

Gerard è il terzo volume della serie Billionaire Romance Boy e, per me, è anche un libro profondamente legato a questo 2026.


Gerard Koch è un uomo freddo e tormentato, abituato a controllare ogni cosa, mentre Aria arriva nella sua vita con un bambino piccolo e un passato che l’ha costretta a ricominciare da zero. Tra loro nasce un rapporto fatto di tensione, attrazione, segreti e vecchie ferite.


L’ho trovato molto scorrevole e ho apprezzato soprattutto la componente emotiva e la costruzione dei protagonisti. Anche la famiglia Koch continua a conquistarmi e ormai mi sono affezionata a loro come se fossero vecchie conoscenze.


Ma per me la Billionaire Romance Boy significa anche altro.

I libri di Monique Vane mi hanno accompagnata durante tutto questo 2026 e, riguardandoli oggi, mi rendo conto di quanto siano diventati legati a un periodo di cambiamenti enormi.


A marzo ho letto Blake, il primo volume della serie, che rimane ancora il mio preferito. È arrivato proprio nel periodo in cui stavo comprando la barca e ricominciando a vivere pienamente la mia passione per la vela.

Poi è arrivato Garcia, a Maggio, prima che tutto cambiasse, quando stavo per partire per una regata di quasi due giorni in mezzo al mare.

E adesso Gerard, proprio mentre mi trovavo dentro un altro grande cambiamento: una nuova casa, un nuovo posto e, ancora una volta, un nuovo inizio legato alla vela.


Gerard, quindi, per me è stato molto più di una semplice lettura estiva. È arrivato durante un cambiamento e, proprio come i romanzi precedenti, resterà inevitabilmente legato a questo pezzo della mia vita.

E credo che, per questo, i libri di Monique Vane saranno sempre un po’ parte della mia storia.

E di questo le sono davvero grata.





Nessun domani di Giulia K. Monroe

Da CEO tormentati passiamo direttamente a una Roma post-apocalittica.

Un virus ha decimato l’umanità e trasformato parte dei sopravvissuti in creature pericolose. Michela e Iader si ritrovano a vivere un mondo completamente diverso da quello che conoscevano, mentre il loro passato continua a inseguirli.


Ho divorato questo libro. Da adolescente adoravo le distopie come Maze Runner, La quinta onda e Divergent e trovare finalmente una storia di questo genere ambientata in Italia, con una Roma cupa e quasi irriconoscibile, ha fatto decisamente impazzire la me sedicenne!


Io l’ho letteralmente divorato. Michela è il personaggio che mi ha conquistata di più, soprattutto per il modo in cui cambia nel corso della storia: più si va avanti, più emerge una donna molto diversa da quella che conosciamo all’inizio (è veramente cazzuta!). Con Iader, invece, ho passato buona parte della lettura a chiedermi quanto potessi davvero fidarmi di lui.


L’ambientazione mi ha ricordato tantissimo The Walking Dead e The Last of Us e alcuni colpi di scena mi hanno tenuta incollata alle pagine.

E il finale?

Io ancora non l’ho superato.


E a novembre, quando andrò a Roma per il FRI (Festival del Romance), sono curiosissima di vedere quella città con gli occhi di questa storia.





Absinthe di Selene Alaska

Absinthe è arrivato nel momento più confuso dell’estate. Ed è stata coccola arrivata nel momento giusto.

L’ho iniziato proprio quando ero nel pieno del caos dei traslochi. Avevo appena cominciato a spostare la barca quando, dopo pochissimi giorni, è arrivata anche la notizia che avrei dovuto lasciare casa e ricominciare da un’altra parte.

Avevo la testa piena di domande.

Come sarebbe stata la mia vita tra qualche settimana? Mi sarei trovata bene nella casa nuova? Come sarebbe andato tutto con la barca? Sarebbe davvero iniziato quel nuovo capitolo che continuavo a immaginare?

Ero completamente immersa nell’incertezza.


È stato proprio allora che ho iniziato a leggere Absinthe e, quasi senza accorgermene, sono entrata nella mia modalità silenziosa: quella in cui avevo bisogno di spegnere tutto il resto e lasciare che fosse una storia a riempirmi la testa.


Il romanzo ci porta in un mondo dark e decadente, tra vampiri, demoni, arte, musica e vendetta.

Al centro troviamo Julian, un vampiro tormentato dal proprio passato, e James, un demone legato alla musica e al suo violino. Due personaggi molto diversi, ma entrambi profondamente segnati da ciò che hanno vissuto.

Ho amato soprattutto le atmosfere dark academia, l’importanza dell’arte e della musica e quella scrittura elegante e ricercata che rende il romanzo quasi fuori dal tempo.


Ma c’è una cosa che mi ha emozionata forse ancora di più del romanzo: l’amicizia tra le sue autrici.

Sapere che Absinthe è nato dalla collaborazione e dal legame tra Selene & Alaska ha reso questa lettura ancora più speciale ai miei occhi. Anche la dedica che si sono lasciate mi ha colpita tantissimo, perché trovo bellissimo vedere trasformata in arte una forma di amore come l’amicizia.

per Selene, per Alaska

Forse è anche per questo che Absinthe è arrivato così bene in quel momento.

Io ero all’inizio di una nuova vita e loro mi stavano raccontando, attraverso vampiri, demoni, musica e arte, una storia fatta proprio di cambiamenti, passato e possibilità.

E quindi sì, probabilmente ricorderò sempre Absinthe come uno dei libri che mi ha tenuto compagnia mentre cercavo di capire come sarebbe stata la mia nuova vita.

E non credo ci sia complimento più personale che possa fare a una lettura.





Campus Drivers di C.S. Quill

Dopo vampiri, demoni, apocalissi e CEO tormentati avevo bisogno di una botta di vita leggera e divertente. E Campus Drivers è stata esattamente questo.

Una mia amica me ne aveva parlato già nel 2024, ma l’ho recuperato solo adesso, dopo aver visto Off Campus e aver avuto voglia di una romance universitario con quelle vibes.

Non mi aspettavo assolutamente di innamorarmene.


La storia segue Lois, che dopo essere stata lasciata dal fidanzato si ritrova senza casa, e Lane, uno dei ragazzi dietro Campus Drivers che decide di ospitarla. La convivenza forzata li porta inevitabilmente a conoscersi e, piano piano, a guardarsi in modo diverso.


È stata proprio la dinamica tra Lane e Lois è ciò che mi ha conquistata.

Ho apprezzato tantissimo che non siano finiti immediatamente a letto insieme. Il loro rapporto ha avuto il tempo di costruirsi: prima l’antipatia, poi la conoscenza, poi la fiducia e infine l’apertura verso l’altro.

Per me questo ha reso la loro relazione molto più realistica.

Non è semplicemente il classico “ti odio → ti desidero”: ci sono due persone con il proprio passato e le proprie difficoltà che devono imparare lentamente a lasciarsi entrare nella propria vita.


E poi ci sono gli amici, la convivenza e quella found family che rende tutto ancora più bello.

Insomma, sono partita pensando “vediamo se mi piace” e sono arrivata alla fine pensando:

“Ok, dove sono gli altri libri? Li voglio tutti e subito!”






... E queste sono state le mie letture silenziose dell’estate.

Quattro storie completamente diverse, arrivate in momenti diversi e che, senza saperlo, hanno finito per accompagnarmi attraverso un’estate che non avevo programmato e un anno che, sotto moltissimi aspetti, mi ha cambiata.


Forse è proprio questo uno dei motivi per cui amo così tanto leggere: alcuni libri finiscono semplicemente sul comodino, altri invece finiscono per diventare parte di un periodo della nostra vita.

E quando, mesi o anni dopo, li riprendiamo in mano, non ricordiamo soltanto la storia.

Ricordiamo chi eravamo quando l’abbiamo letta.

E credo che, alla fine, siano proprio queste le letture che vale la pena conservare.

 
 
 

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